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Rio Paranà 38 – La prova in mare

Barche a motore, Gommoni, Open, Fuoribordo, Fly, Nautica
Last update of the post: 5 aprile 2018
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Nel Rio Paranà 38 di Rio Yachts viene abbandonata la doppia dicitura Art e Air che individuava la versione open o con hardtop. Qui molto salomonicamente è stato preferito un soft top che, a differenza di quello rigido, permette un’apertura quasi totale, cosa che dovrebbe quindi mettere d’accordo entrambe le scuole di pensiero. Limitare solo a questo l’impegno progettuale nel nuovo Paranà 38 sarebbe però riduttivo. A prima vista il nuovo Rio Yachts si caratterizza per la spigolosità degli elementi della sovrastruttura, ma è solo un’impressione, in realtà il disegno è molto armonioso, quasi controcorrente rispetto alle ultime tendenze del design Rio Yachts, che abbandona le linee nette e gli spigoli vivi dell’Espera 34, per trovare un design che resta moderno e accattivante ma strizza l’occhio anche a chi vuole rimanere di più sul classico.

È il momento di lasciare il pontile della Nautica Maglietta a Pozzuoli per provare il Rio Paranà 38 su un mare che più tranquillo non potrebbe essere. Apriamo il soft top per aerare un po’ il posto di comando e diamo fondo alle manette: la progressione non è di quelle brucianti, ma non è certamente una priorità per una barca come il Rio Paranà 38, semmai noto una cabrata un po’ eccesiva prima della planata che toglie visibilità soprattutto a chi non è eccessivamente alto. Piuttosto rumorosi i motori, non so se per problemi di quelli montati o per una scarsa coibentazione della sala macchine, ma propendo per la prima ipotesi perché, soprattutto quando interviene il turbo prima della planata, il rumore aumenta.

Non vorrei però apparire troppo pignolo, perché in realtà una volta in planata il Rio Paranà 38 si mostra una barca godibilissima, molto sensibile al timone senza però essere mai pericolosa, tanto da invogliare a manovre anche un po’ spregiudicate che per altro sopporta benissimo, mostrando una grande maneggevolezza, degna di barche ben più sportive. La velocità di punta la raggiungiamo con un piccolo intervento dei trim a quasi 35 nodi, ma preferisco navigare a quella che viene individuata come la velocità di crociera, circa 27 nodi, dove la sensazione di totale relax è garantita da una navigazione rilassata e tranquilla. Semmai la tendenza alla cabrata citata precedentemente consiglia di mantenersi un po’ sopra la planata minima fissata a circa 16 nodi e 2300 giri ma, anche se non abbiamo il software dei consumi (i dati pubblicati fanno riferimento a quanto dichiarato da Volvo Penta, ndr), l’esperienza dell’armatore che parla di un consumo medio di 60-70 l/h alla velocità di crociera promuove questa andatura senza eccessivi esborsi economici in gasolio. Ricordo che in alternativa ai Volvo D4, e con un leggero risparmio, è offerta una coppia di Mercury Diesel 3.0 TDI, comune a entrambi la trasmissione entrofuoribordo.

Provo ad attraversare la nostra scia per verificare la reazione della carena con un’onda piuttosto secca e la prova è superata a pieni voti, neppure quella di un traghetto riesce a mettere in crisi il Rio Paranà 38. Mi considero soddisfatto e posso rientrare in porto, non senza sentire un bel po’ di invidia per l’armatore che nel pomeriggio mollerà gli ormeggi alla volta delle Eolie per un weekend lungo. Beato lui perché, non c’è dubbio, con il Rio Paranà 38 si divertirà parecchio.

Scarica la prova in mare di “Boat magazine”.

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