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Grand Soleil 38 – La prova in mare

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Ultimo aggiornamento dell'articolo: 8 febbraio 2019
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Il Grand Soleil 38 è una barca tipica dei primi anni ’90, a metà tra gli slancio dello IOR e gli spazi tipici dell’IMS.  Laminato in ortoftalica con Geal coat neopentilico, strutture resinate fuori opera e poi stratificate sullo scafo. Costruzione di buon livello, ben proporzionata al costo della barca. L’unico difetto evidente è l’altezza sottocoperta che non raggiunge mai il metro e novanta. A causa della resina ortoftalica usata, molti esemplari presentano fenomeni d’osmosi. A parte questo inconveniente, la barca è solida da un buon senso di sicurezza quando vi si naviga. Le prestazioni  del Grand Soleil 38 sono raguardevoli. La barca risponde bene e si mantiene manegevole anche di bolina stretta, il timone però, tende ad indurirsi leggermente. Se di bolina si comporta bene, questo scafo dal disegno francese, non delude neanche nelle andature portanti che affronta, grazie al disegno della poppa, con sufficiente sicurezza. L’armamento del Grand Soleil 38 è di buon livello e pensato per la crociera veloce. I winches Lewmar sono un po’ piccoli per gestire i 48 metri quadri del genoa, ma questo è un difetto comunue a quasi tutte le barche. L’albero è uno Sparcraft passante il che ripropone il solito problema dell’acqua che scende in sentina dall’interno del palo, risolto dal Pardo con un rubinetto a piede d’albero. Albero armato in testa con sartie in spiroidale discontinue su due ordini di crocette. Un armo giusto per la crociera veloce che ben si adatta a perdonare anche gli errori più pericolosi del proprio armatore.

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